Il 26 marzo di 33 anni fa è stato un giorno memorabile per ogni sneakerhead, ma non solo. In quella data è nata la prima scarpa con una camera d’aria visibile all’interno della suola, una nuova tecnologia chiamata Air, che rivoluzionerà il mondo delle scarpe sportive e non:
è la famosa Air Max I, una scarpa rivoluzionaria.

In un primo momento la novità è accolta con diffidenza, come la maggior parte delle cose diverse, ma che faranno la storia.
In seguito nel 1993 Nike realizza il primo modello di Air Max con la camera d’aria nel tallone; nel 1995 il primo modello con l’Air Technology sotto la pianta; e nel ’97 viene inaugurato quello con un unico cuscinetto d’aria sotto tutta la scarpa.
Per festeggiare questo evento storico è stato istituito l’ “Air Max Day”, che ricorre ogni anno proprio nel giorno della nascita dell’epica sneaker.

Quest’anno, per l’occasione, ci sono state varie release esclusive per l’edizione 2020:

Inoltre, a sorpresa, Nike ha droppato le Adapt Auto Max al prezzo di retail di $400. Questa colorway chiamata “Motherboard” è la prima di questo nuovo modello “auto-allacciante”.

Per l’occasione ho scelto, insieme al team di Escape Vision, la testimonianza di una persona affidabile e competente nell’ambito dello streetwear: Stefano Paolini, o semplicemente Stefanino, cofounder di Big Soup insieme a Sebastiano Fazioli e del brand In Case You Don’t Know Who I Am.

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Big Soup è il primo resell shop di tutta Roma e di tutta Italia. Una vera e propria istituzione e un angolo di paradiso per gli amanti del genere.

Ciao Stefano, come va?
Ciao ragazzi, tutto bene! Naturalmente per quello che può essere bene in questo periodo. Sarà dura, ma serve pazienza e tanta forza di volontà!
Il tuo amore per le sneakers è ormai noto grazie alla tua voglia di condividere con la community, quindi Big Soup possiamo definirlo la concretizzazione della tua passione?
Assolutamente si! Big Soup, per me, è più di uno store fisico. È una famiglia, un nido dove un insieme di persone con la stessa passione si incontrano. Big Soup è il running team, la foto sotto la tenda, la diretta delle 17:00 in quarantena. È l’insieme dei sacrifici miei e di Sebastiano e dell’impegno dei ragazzi che lavorano con noi.
Spiegaci l’ideale sul quale si fonda questa realtà.
Quando si pensa ad un resell store si pensa a qualcosa di superficiale, di freddo e distante. Noi con Big Soup abbiamo fatto completamente altro. Il nostro store rispecchia le nostre personalità. Passione, condivisione, rispetto e dedizione.

Parlando di passione, rapporto speciale con le sneakers e in particolare con “mamma Nike”. Siamo in tema Air Max quindi ti chiedo subito l’AM preferita e l’importanza che ha avuto nel tuo innamoramento delle sneakers.
Amo da sempre le sneakers, posso raccontare un piccolo aneddoto suelle Air Max, era proprio un’AM1. Avevo 10 anni, forse; la Roma aveva Kappa come Sponsor tecnico ed io avevo una tuta da zarro di borgata che non toglievo mai. Ricordo che scelsi, come regalo per la prima comunione, due paia di scarpe visto che non potevo permettermele durante l’anno. In un negozio di zona c’era una promozione “ prendi 2 e la seconda la paghi la metà”, il sogno per noi sneakerhead! Erano proprio un’ Air Max 1 e una Shox. Ah giusto, la mia preferita. Diciamo che amo tutto quello che è OG, ma in particolare la colorway Atmos Elephant.1
E il più brutto modello che tu abbia mai visto o posseduto? Secondo il nostro parere uno degli ultimi modelli, l’Air Max 270, è notevolmente al di sotto delle aspettative a cui Nike ci ha abituato.
Allora, a parer mio, di modelli brutti ne esistono diversi, ma non punterei mail il dito. Perchè credo ancora che se una cosa non piace a me non è detto che sia sbagliata o fatta male. Sono gusti e rispetto quelli di tutti! La 270 ad esempio non piace neanche a me ma ha avuto un sell out decisamente notevole!
Dopo averci spiegato quanto sono state importanti per te, quanto sono state importanti , secondo la tua esperienza, nel mondo sneakers, streetwear, e se lo sono state nella cultura urbana in generale?
Secondo il mio parere i “primi modelli” ricoprono un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo mondo e di questa cultura. Ad esempio Jordan 1, Air Max 1 e Air Force 1. L’ AM ad esempio è la prima scarpa con un libro interamente dedicato! Ogni Sneakerhead della mia generazione e di quella precendente ha ricordi legati a queste scarpe.
Pensi che, essendo un modello con una grande storia alle spalle, sarà legato per sempre al passato o riusciranno a renderlo sempre attuale ogni anno che passa?
L’ Air Max 1 ricopre un ruolo fondamentale! È e sarà una scarpa sempre attuale, non serve “distruggerla” con Flyknit o Hyperfuse. Credo che una cosa non escluda l’altra.

Oltre a Nike, fino ad ora il mondo dello streetwear in generale ha affrontato un momento di attenzione popolare e mediatica incredibile. Pensi che questo periodo stia per subire un calo, oppure sarà ancora avvolto dall’hype?
Sarò sincero, dato il momento storico di crisi globale non riesco a avere un quadro generale per quello che sarà il futuro. Non appena il nostro lavoro tornerà a funzionare a pieno regime, servirà comunque del tempo, ma non è finita qui, anzi!
Tornando a te, domanda semplice. Progetti futuri?
Qui mi ricollego alla risposta precedente. Tutto quello che avevamo in cantiere è stato sospeso. Quindi per il momento l’obiettivo principale per noi è quello di tornare operativi e spaccare tutto!

Ti ringraziamo molto Stefanino, per aver scambiato due parole con noi su una passione in comune, che è diventata rilevante nella cultura urbana. Vi invitiamo a mostrarci, taggandoci nelle stories di Instagram, la vostra Air Max preferita.
Grazie mille a voi per la chiacchierata ragazzi. Mi raccomando restate a casa e tenete duro. Un abbraccio “virtuale” a tutti.