Qual è la sneaker più in hype del momento? Ovviamente la Jordan 1 high.
Quella che è probabilmente la sneaker per eccellenza sta rivendo il suo periodo d’oro.

Per chi non lo sapesse negli anni ’90 si è affermata la “sneakers culture”. Le scarpe da ginnastica non sono più semplici scarpe sportive, bensì hanno un ruolo centrale nel mondo della moda, dallo streetwear all’alta moda. Quest’ultime possono essere un simbolo, un oggetto di design, un esempio di ricerche tecnologiche; le sneaker hanno acquisito un ruolo unico.

A far acquisire questo ruolo unico hanno contribuito le collaborazioni, al di là dello sport, con il mondo musicale e l’Hip Hop. Già fra gli anni ’70 ed ’80 Nike, ad esempio, collaborava con Studio 54 o Elton John. Successivamente arrivò Adidas con i Run DMC ed infine l’ascesa di Michael Jordan.

La tecnica pensata dai marchi sportivi è un’anticipazione di quello che oggi fanno gli influencer. Nella vendita di un prodotto la psicologia ha il suo ruolo fondamentale, pertanto si cerca quanto più possibile di presentare attraverso un prodotto un stile di vita, la possibilità di essere come quei grandi artisti o come un grande sportivo.

A questo processo si aggiunge poi uno stile di vita più casual nel quotidiano, un modo per distaccarsi dai vestiti classici ed eleganti dai decenni passati. Un esempio lampante sono le Nike Air Max che nel 1987 rivoluzionano il concept di sneakers:  la scarpa da ginnastica diventa qualcosa di quotidiano, qualcosa che si può indossare sempre non solo per attività sportive.

Dagli anni ’80 ad oggi questo mondo è cresciuto in maniera esponenziale, attirando appassionati come avvoltoi, pronti a rivendere questi oggetti sempre più esclusivi a prezzi esagerati.

Nel 2020, attraverso le collaborazioni fra Nike e Virgil Abloh, fra Nike e Travis Scott e la docuserie The Last Dance, la Jordan 1 (High) sono ritornare alla ribalta.

Su Stock X, una delle principali piattaforme di ri-vendita online, la Jordan 1 negli ultimi 12 mesi hanno raggiungo una differenza di prezzo di base che oscilla dal 200% al 1000%. Ai personaggi sopra citati e le strategia di marketing, bisogna aggiungere un altro fattore: l’esclusività. I prezzi salgono in quanto le Jordan 1 vengono vendute sempre in quantità, più o meno, limitate rispetto ad altre scarpe facilmente disponibili in qualsiasi negozio.

Dati del sito alla mano, il documentario creato da ESPN uscito il 19 aprile ha fatto registrare un incremento effettivo degli ordini pari al 90%. Il trend inizia nei primi mesi del 2020, quando attraverso i primi trailer si annuncia il documentario.

Pertanto, ad esempio, le Jordan 1 Retro Storm Blue (GS) rilasciate nel dicembre 2016 al prezzo di 120$ oggi hanno un prezzo di vendita medio di 362 $. Le classiche Jordan 1 Chicago (numbered), rilasciate nel 2018, invece da 160$ sono passate a 626$.
Osservando i grafici sul sito si può notare che la Blue è ritornata in hype, ovvero è aumentato il prezzo a partire dal mese di marzo, salendo costantemente, quindi durante il periodo di rilascio di The Last Dance. L’omaggio a Chicago invece è una colorazione che non passa mai di moda, il suo prezzo è sempre stato abbastanza alto, ma è cresciuto da gennaio.

L’effetto The Last Dance è uscito anche dai più classici livelli da sneakerhead, arrivando nel più alto mondo del collezionismo. Come riportato da Eurosport ” la casa d’aste britannica Sotheby’s ha deciso di puntare forte su un paio di scarpe Nike Jordan 1 del 1985, il primo modello in assoluto indossato da MJ dopo la firma del contratto col brand del baffo, e ha fatto partire le contrattazioni da una base di 100mila dollari.”

Ad aumentare il valore espositivo ed economico di questa sneaker è stato sicuramente improntate la collaborazione con Travis Scott, Virgil Abloh e Dior. Queste tre collaborazioni hanno rappresentato l’asso nella manica di Jordan per ritornare in vetta in questo 2020.

Sono le dinamiche del mercato, The Last Dance è un prodotto che merita ed un ottimo megafono per le gesta di Jordan. Dall’altra faccia della medaglia però questa grande esposizione sta sturando il mondo delle sneakers, per l’ennesima volta. Che in futuro dopo questa grande esposizione le Jordan passino nel dimenticatoio?

Ci auguriamo di no, ma che quanto meno i prezzi calino e le mode passino favorendo una maggiore coscienza e conoscenza del prodotto ai propri piedi.