Un settore che non mi sarei mai aspettato di trovare tra quelli influenzati dall’urban è il mercato giapponese di manga e anime.
Recuperando, soltanto quest anno (meglio tardi che mai) Slam Dunk ho notato la forte presenza e l’impegno dell’autore Takehiko Inoue nel riprendere lo stile tipico anni ‘90 dell NBA.

Il primo ottobre del 1990 è il giorno della nascita del manga Slam Dunk. L’opera è ambientata nell liceo Shohoku, una scuola di un piccolo paesino situato nella parte orientale del Giappone.

Ciò che viene raccontato in quest’opera è una realtà urbana sporca, dura, fatta di bande della micro-criminalità locale e di ragazzi che vedono nella pallacanestro l’unica possibilità per una rivalsa sociale.

Spiegazioni molto tecniche del gioco del basket, condite con le famose gag dei fumetti giapponesi hanno dato un risultato inaspettato: in Giappone scoppia la mania della pallacanestro.

Questo fenomeno enorme ha dunque attirato la mia attenzione anche per la questione sneakers e streetwear.

L’ispirazione estetica e stilistica principale di Slam Dunk è il mondo NBA: giacche e giubbotti oversized. Le divise sono una copia delle più importanti squadre del campionato americano.

Ad ulteriore riprova della ricerca di elementi molto vicini alla realtà è possibile individuare diverse sneakers uscite durante la realizzazione del manga stesso. Kaede Rukawa indossa delle Jordan 5. Le scarpe di Hanamichi nella seconda parte dell’opera sono delle Jordan 6. Non è un caso che Jordan abbia dedicato un paio di Jordan all’opera di Inoue nel 2014 che facevano parte dello “Slam Dunk Pack”.

Le scarpe che vanno per la maggiore, comunque, sono le Asics, marchio poco famoso per la sua linea da pallacanestro nel nostro Paese ma decisamente preponderante nel Sol Levante, dove ovviamente le vendite delle sneakers Asics schizzarono alle stelle.
Poche le eccezioni al duopolio Asics-Jordan, con le sole ma pur sempre intramontabili Converse. Ogni tanto compare anche qualche Mizuno e addirittura delle Pony.

La grande ricerca stilistica sulle sneakers da parte di Inoue, però, ha un fine ben preciso, evidenziato da una scena in particolare dell’anime.

Ci troviamo in un negozio di scarpe da basket, dove un cliente vorrebbe comprare delle rarissime Jordan 1 Retro High OG “Bred”, ma il negoziante non vuole vendergliele perché il ragazzo ha intenzione di collezionarle. A quel punto nel negozio arriva Sakuragi (il protagonista), al quale le scarpe vengono invece vendute perché promette di utilizzarle per giocare in partita.

Con questa breve scena, dai toni umoristici e volutamente esagerati, Inoue lancia un messaggio che, analizzato oggi, fa quasi sorridere per la propria purezza,in contrapposizione al fenomeno reselling esploso recentemente.


Negli anni novanta il binomio manga streetwear fu sorprendente, perché non si pensava che due mondi così diversi sarebbero potuti entrare in contatto, ma d’altronde la cultura urbana è bella proprio per questo: contaminazione e influenze esterne.