Questo 7 maggio, all’età di 90 anni, si è spento Paul Van Doren, co-fondatore di Vans.

Parlare di Vans oggi significa parlare di uno dei capisaldi della Cultura Urbana internazionale.

Dagli anni Sessanta ad oggi il marchio nato in California è stato associato a varie sub-culture giovanili, riuscendo a resistere in un mercato molto competitivo che cavalca continuante l’onda dell’hype.

Paul Van Doren

Storia

Tutto nasce nel 1966 quando Paul si trova in California per salvare una filiale di Randy’s, fabbrica di scarpe presso la quale lavorava. Lì, con il fratello e degli amici decide di mettersi in gioco creando una sua impresa.

L’idea è quella di avere un rapporto esclusivo con il cliente, dandogli la possibilità di personalizzare la scarpe e producendole in loco.

Si inizia con le Authentic, pensate come scarpe da barca, per poi dar vita alle Slip-on dieci anni dopo.

É negli anni Settanta che si consolida il marchio, quando Steve Van Doren, figlio di Paul, nota che i giovani skater decorano le scarpe creando un effetto a scacchiera. Stesso effetto che verrà dunque stampato sulle Vans, dando vita all’iconico Checkerboard.

Contemporaneamente, in Gran Bretagna, c’era una seconda ondata di musica Ska, accompagnata dal tema del superamento delle tensioni razziali. In questo contesto, band come gli Specials utilizzavano il motivo a scacchi come simbolo di unità razziale. Grazie a questa coincidenza, di fatto, il marchio californiano riesce a diventare il simbolo di questo momento storico, dirigendosi verso una definitiva affermazione.

Il rapporto con il mondo dello skate si consoliderà successivamente con le Vans Era, una rivisitazione più robusta delle Authentic adatte alla tavola di legno. Questa scarpa nasce proprio grazie all’idea di commercio introdotta con il primo negozio.

Gli skater del Team Z-Boys, in particolare i membri Tony Alva e Stacey Peralta, frequenta uno dei negozi e costruisce un rapporto con i fratelli Van Doren. Spesso venivano vendute scarpe singole (destre o sinistre), a seconda dell’uso e del consumo della scarpa fatto dagli skater.

Dopo aver stretto una solida relazione con i Van Doren, Alva e Peralta iniziano a suggerire modifiche da apportate alle sneakers esistenti per migliorare ulteriormente la loro idoneità allo skateboarding. L’idea è quella di aggiungere un’imbottitura al colletto del modello Authentic per offrire un comfort e una protezione extra: nasce così la Vans Era, anche detta Off the Wall, prima scarpa ufficiale da skateboard Vans.

Quest’ultima riceve una calorosa accoglienza da parte del mondo dello skateboard, diventando la preferita di un’intera generazione, oltre a far nascere il celebre slogan Off the Wall.

Dunque fra gli anni ’70 ed ’80, dopo un inizio tranquillo e proficuo, si definisce il DNA di Vans. Un marchio in bilico fra sub-culture giovani e quotidianità. Se con lo skateboard e la musica ska ci si avvicina ai giovani e a vari nicchie alternative, l’idea alla base è sempre quella di arrivare a tutti. Non a caso il primo slogan recitava: “scarpe in tela per tutta la famiglia”.

A distanza di anni l’intento non è cambiato.

Vans oggi

Oggi i modelli Vans sono tanti es il modello realmente di tutti è sicuramente quello “Old Skool”, nato nel ’77 e diventato ormai un must-have.

Le Vans Old Skool son scarpe universali e trasversali ad ogni fascia d’età. Buone per tutte le occasione questo modello ha fatto della sua semplicità la sua forza. Con un design neutro, genderless, e semplice la Old Skool accomuna diversi mondi, in pieno stile Vans. Si tratta di un sempre verde presente nel guardaroba di grandi star come di persone comuni, appassionati di moda, ascoltatori di musica Hip-hop o di Rock.

La Vans Old Skool rappresenta a pieno l’essenza Vans. Una scarpa nata sempre per aiutare gli skater si è trasformata in una scarpa quotidiana, adatta a quanti più outfit possibili.

Vans oggi, grazie alle intuizioni di Paul Van Doren e dei suoi soci, è riuscita ad inserirsi nel mondo delle scarpe mettendo in primo piano le esigenze del cliente e riuscendo a diventare un’icona underground quanto pop.