Esistono trend ed esistono stili. Seppure di anno in anno la moda, il design e l’arte subiscono continue modifiche influenzati dalle tendenze, per necessità di vendite e di attenzione, piuttosto che per pura creatività, c’è chi ha una sua forte identità e riesce a farne una propria forza. Ne è un esempio Diego Riselli con le sue illustrazioni retrò. Linee nette e ben definite, colori piatti, ma anche forte espressività, questi sono i tratti distintivi di quest’ultime. L’influenze della seconda metà del ‘900 è palpabile, ma non utilizzabile per questi anni ’20. Ecco quindi che sui profili social di Diego troviamo personaggi moderni, icone del passato internazionali e nazionali.
Per capire al meglio il suo mondo lo abbiamo intervistato:

Ciao Diego, come e quando è nata la tua passione per l’illustrazione?Chi o cosa, ti ha ispirato ad intraprendere questo percorso?
Ciao ragazzi, prima di tutto ringrazio tutto lo staff di Escape Vision! La mia passione nasce lontano nel tempo (è ho capito tardi che poteva essere il mio lavoro!). 

Mio padre aveva l’hobby della pittura, gli piaceva creare tele con vari soggetti, dal paesaggio a creazioni più astratte, ovviamente io provavo a imitare le sue cose, é lui ha visto in me la sua stessa passione. La differenza era che io disegnavo giocattoli o i cartoni animati che trasmettevano negli anni ’80. Crescendo, come tanti ragazzi, ho iniziato ad avere altri interessi come lo sport e la musica, e per un po’di tempo (fino a quasi 30 anni!) ho dimenticato il piacere di disegnare, ma allo stesso tempo mi affascinava il Graphic Design sportivo americano (tipo NBA), le copertine illustrate degli album musicali, i fumetti e tante altre forme di illustrazione.

Ho iniziato a imparare la grafica vettoriale con il mio PC da autodidatta, spinto da una forte curiosità e voglia di imparare. Le mie prove sono stati biglietti da visita, volantini e locandine per eventi, fino a che un giorno mi trovo a una manifestazione di fumetti a cui partecipano grandi nomi del fumetto italiano e non solo. Lì ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare e conoscere Fabrizio Fiorentino, artista napoletano che vanta collaborazioni con Marvel e DC Comics. La chiacchierata che abbiamo avuto mi ha riacceso la voglia di disegnare e di aver pensato voglio fare questo nella mia vita. Quando sono tornato a casa non ero più lo stesso, da allora è cambiato tutto.

Dalla tua piccola bio su Behance leggo che sei di Piedimonte Matese, quanto il contesto in cui vivi ti ha influenzato e sostenuto? 
Sono nato e cresciuto a Piedimonte Matese, una piccola cittadina un tempo forse più vivace di come è oggi.  Diciamo che sono stato influenzato più che da Piedimonte dall’ambiente campano in generale.

Da quando ho iniziato a fare l’illustratore come lavoro (finalmente lo avevo capito!) ho avuto pieno sostegno dalla mia famiglia, dai miei amici e soprattutto dalla mia compagna che mi supporta e mi sopporta con grande pazienza.

Sei molto attivo sui social, segui un tuo personale ‘’piano di comunicazione’’ o sei semplicemente molto produttivo?
Amo i social, ci trovo stimoli interessanti ma non seguo nessun piano di comunicazione. Sono semplicemente produttivo perché faccio questo tutti i giorni.

Quanto ci impieghi per creare un tuo lavoro?
Dipende. Quando lavoro su commissione passo anche 2 o 3 giorni su un disegno o un progetto con più illustrazioni, mi è capitato di passare anche un mese sullo stesso lavoro. Le scadenze lavorative mi hanno abituato a lavorare con un ottimo ritmo.

Su Instagram posti illustrazioni digitali, preferisci quel tipo di supporto alla carta?Preferisco il digitale, da anni lavoro con una tavoletta grafica, e poi adoro l’uso di Adobe Illustrator e Photoshop.

Chi o cosa preferisci disegnare e perchè?
Amo disegnare volti, mi piace disegnare le persone che hanno avuto un impatto su di me, come gli attori dei film anni 50/60. Fosse pe me farei quello tutti i giorni.

Quanto è difficile creare e individuare il proprio stile? Quanto ci hai messo a capire come volevi disegnare? 
Per me è stato facile individuare un proprio stile, per il fatto che ho amato la TV della mia generazione, da i cartoni Hanna & Barbera al Carosello italiano, mi diverte tantissimo disegnare in stile retrò, ma a volte il lavoro mi chiede il contrario e cerco di essere il più versatile possibile.

Cosa cerchi di trasmettere attraverso le tue creazioni?
Attraverso le mie creazioni personali cerco di trasmettere lo stato d’animo della persona che sto disegnando, cerco di dire qualcosa attraverso lo sguardo, o attraverso qualcosa di comico come una scena muta.