In copertina murale di MP5 in cui è ritratta Ipazia, filosofa greca antica

Nel marzo 2020 alla domanda posta nel articolo ”cosa può riservarci il futuro della Street Art?” fra le tante ipotesi non si è tenuto conto di un mondo, apparentemente distante, ma che vale la pena toccare: quello accademico.

Ormai la street art è maturata, ormai la street art è stata accettata dalla società italiana e di esempi negli ultimi anni ne sono vari, dalle rigenerazioni urbane citate nell’articolo precedente, al suo utilizzo da parte della Lega Calcio per promuovere la finale di Coppa Italia 2019.

Molto probabilmente adesso per molti è meglio un muro colorato che bianco.

Lo step successivo che può riservarci la Street Art è quindi il suo studio accademico.
Uno step che non dipende prettamente dai suoi protagonisti, ma che può coinvolgere gli appassionati.

A questo proposito, ha preso forma a Napoli il centro studi italiano su graffiti, Street Art, muralismo, urban design ed espressioni affini, attraverso il lavoro di INWARD osservatorio sulla creatività urbana (noto ai più per la realizzazione di Gennaro di Jorit e per l’opera di rigenerazione urbana del Parco dei Murales, entrambi nella città partenopea) e dell’Università Suor Orsola Benincasa.

INWARD lavora nel ambito della street art ormai da 20 anni, sua è l’idea di valorizzare la stazione della circumvesuviana nel 2004 con Circumwriting fino ad arrivare ad oggi con le opere sopracitate ed altri lavori con le stazioni EAV.

Già nel 2013 Luca Borriello, presidente INWARD, con Christian Ruggiero parlò di Street Art in INOPINATUM, the unexpected impertinente of urban creativity un volume distribuito solo per divulgazione scientifica con l’Università La Sapienza valorizzando un network di studiosi che avevano analizzato la creatività urbana attraverso lenti sociologiche, narrative, urbanistiche e architettoniche (scaricabile su Academia.eu).

Il futuro accademico dell’arte urbana rappresenta uno step importante in grado di camminare parallelamente alla crescita del genere, cercando di non modificarne l’essenza. Quest’ultima, da circa 20 anni a questa parte, ha preso infinite strade, spesso opposte fra di loro.

Ad oggi i libri sul genere sono per lo più cronaca quando in realtà, proprio per le sue infinite differenze fra le varie espressioni, meriterebbe approcci diversi. Quanto realizzato da INWARD nel 2013 con l’Università La Sapienza ed oggi con l’Università Suor Orsola Benincasa ci si augura possa fare da apri pista ad analisi sociologiche ed estetiche, individuandone le differenze e le similitudini, spiegando le relazioni e le motivazioni dietro ognuno di esse.

Tutte le opere di arte urbana sono uguali, uno stencil può avere lo stesso valore di una facciata?