“Maisel è un fotografo libero. Il suo lavoro ci suggerisce la gioia con cui il suo sguardo si posa sul mondo, e nel quale il colore ha un ruolo dominante. Il suo sguardo è alchemico, perché il colore, da solo, è difficile che funzioni.

Per questo i colori nelle sue fotografie sono chiamati a interagire con altri colori, affinché l’occhio – secondo un principio caro agli Impressionisti – sia stimolato a ricevere gli effetti dell’accostamento.

Nulla insomma è casuale negli scatti di Maisel, né potrebbe esserlo considerato che la ricerca sulla luce lo ha condotto in ogni angolo del pianeta, a vivere i colori, a testarne il senso, gli effetti, perché la luce di Milano è diversa da quella di un angolo di Portogallo.”

Giuseppe Cicozzetti

Jay Maisel è uno dei fotografi contemporanei più famosi e conosciuti al mondo, la sua intera carriera professionale è caratterizzata da una continua ricerca e attenzione per l’esaltazione dei colori e della luce, peculiarità che contraddistinguono la sua fotografia.

Biografia

Jay nasce nel 1931 a Brooklyn dove frequenterà la High School Abraham Lincoln iscritto nel settore grafico-pittorico e fu allievo di Leon Friend per la grafica e Joseph Hirsch per la pittura. Nel 48′ si diplomò alla Cooper Union Art School dove frequentò i corsi di disegno industriale, pittura, calligrafia e disegno.

Gli interessi per la pittura e la grafica lo porteranno a frequentare la Yale University, al dipartimento d’arte, dove fu allievo di Joseph Albers celebre pittore, grafico e designer.

Sarà proprio quest’ultimo a segnare l’attenzione di Maisel per il colore, con Albers Jay studia i problemi legati al colore, disinteressandosi dell’aspetto psicologico e sentimentale legato a questo, ma cercando l’oggettività della forma e dei suoi elementi caratterizzanti. Proprio alla Yale, Maisel farà la sua prima esperienza con un apparecchio fotografico.

Conseguita la laurea nel 1953, Jay non si sentì fiducioso delle sue capacità pittoriche per guadagnarsi da vivere così scelse la fotografia. Frequentò prima un corso con Herbert Matter e successivamenteai corsi di Alexey Brodovitch, art director di Harper’s Bazaar. Maisel inizierà da questo momento un percorso lavorativo sempre in salita per riviste, agenzie pubblicitarie e grandi società multinazionali (tra cui Cocacola).

Sul sito di J. è possibile visionare gli innumerevoli reportage scattati per il mondo

“Andate in sette paesi dell’Africa e riprendete tutto quello che volete. Avete tre giorni in ogni paese. É stato molto difficile allora OTTENERE il permesso di entrata in quei paesi, e in alcuni di essi sono anche stato arrestato per aver scattato foto. Ma è stato un meraviglioso incarico. La cosa peggiore e la parte migliore è che non avevo limitazioni” (J.M.)

Durante i suoi reportage Maisel portava con se fino a 600 rullini, in prevalenza Kodachrome II e la Kodachrome 64 per diapositive a colori ad alta risoluzione con saturazione del colore ottimale.

Per le stampe di grande formato utilizzava esclusivamente la tecnica del dye transfer, un complesso tipo di stampa a colori che consente di ottenere ingrandimenti di elevatissima qualità.

La brillantezza cromatica e la saturazione di colore col tempo sono diventati i pilastri della fotografia di Jay Maisel, caratteristiche che ritroviamo in tutti i suoi lavori dalla Street photography fino all’Advertising.

Don't Walk Red Wall @JayMaisel
Don’t Walk Red Wall @JayMaisel

Le fotografie di Maisel ci insegnano ad osservare il mondo sotto una luce diversa, a pensare ad una fotografia che si discosta dai soliti lavori commerciali e si avvicina più ad un artefatto, dove i veri soggetti immortalati non sono le persone ma i colori.