Da sempre Olympus è uno dei leader assoluti a livello mondiale di attrezzature ottiche e macchine fotografiche. Il marchio giapponese è stato fondato nel 1919 da Takeshi Yamashita ed era inizialmente specializzato nella produzione di microscopi e termometri.
Il nome del brand prende ispirazione dallo splendore del Monte Olimpo, la dimora delle divinità nella mitologica greca, come frutto della grande ambizione di “illuminare” il mondo con le proprie ottiche.
Tra le colonne portanti di tutta l’industria fotografica, alla fine degli anni ’70 Olympus iniziò a produrre diverse serie di macchine fotografiche caratterizzate principalmente da un design “compatto”, da quel momento in poi le carriere di molti professionisti e fotoamatori furono letteralmente rivoluzionate. Nel 1979 partì la produzione della serie “XA”, le prime compatte del marchio giapponese, alle quali seguiranno poi nel ’91 la serie “MJU STYLUS EPIC” ricordata anche come la linea più venduta delle compatte 35mm di casa Olympus. In quest’ultima serie rientra anche un piccolo capolavoro meccanico di tutta l’industria fotografica la “Olympus MJU-II”, vincitrice di più di 20 premi mondiali tra cui “European Compact Camera of the Year” e il “Best Buys: 35mm Point and Shoot” e il “G-Mark for Good Design” con circa 3,8 milioni di unità vendute.
La MJU-II è una compatta dotata di un obiettivo 35mm con un’apertura focale 2.8 che permette di scattare anche in condizioni di luce “avverse” il tutto racchiuso in un corpo compatto, piccolo e tascabile, caratteristiche che indubbiamente hanno sancito il successo di questa fantastica camera rendendola la “point and shoot” (punta e scatta) migliore di sempre per rapporto qualità-prezzo.


Quando parliamo di “Street Photography”, non altro che l’evoluzione del reportage di una volta, non s’intende una foto realizzata necessariamente per strada ma uno scatto in cui è messa a fuoco “l’attività umana”, costituita da emozioni, gesti, comportamenti, interazioni e così via; l’obiettivo principale per un fotografo di strada è riuscire a catturare i momenti in cui il “pathos” si rivela all’occhio umano.
Immortalare questi momenti richiede tempismo e velocità.
Con l’avvento delle macchine fotografiche “compatte” la “street photogaphy” ha avuto uno straordinario incremento di estimatori e appassionati, sempre più interessati a conoscere la cultura di strada di tutto il mondo. È in questo enorme tessuto che si va ad inserire la MJU-II, un gioiellino per gli appassionati di “street” e soprattutto di fotografia “analogica”.

Oggigiorno con il lento ma progressivo ritorno in voga della pellicola, anche tra le nuove generazioni la MJU è diventata quello che potremmo definire un “GRAIL”, un oggetto ricercatissimo e apprezzato dai fotografi dopo l’avvento del digitale.