Il 18 e il 19 settembre torna Sneakers Hub, l’evento napoletano dedicato al mondo streetwear e alle sneakers.

Nella nuova location del Duel Club, il terzo weekend di settembre andrà in scena la seconda edizione di un’evento divenuto già un punto di riferimento per la community, fra appassionati ed addetti ai lavori.

L’evento sarà composto da tre grandi aree. In primis il market, dove poter scoprire e supportare brand emergenti e non solo. Importante, per gli appassionati, sarà l’area talk con tanti ospiti d’eccezione come Federico Barengo, Jacopo De Carli, Guido Genicco, e non solo. Infine, per i più intraprendenti, saranno organizzati vari workshop a tema e dei tornei di street soccer e street basket, oltre l’area per lo skate.

La cultura urbana, fra abbigliamento e musica, come in molti sanno, è diventata una realtà ormai molto diffusa in Italia come a Napoli. Eventi come SneakersHub non possono che far bene, solidificandone lo suo sviluppo, andando oltre i social e le pose, attraverso il confronto e la conoscenza.

Proprio per questo motivo abbiamo scelto di intervistarli, per scoprire ed fare un ulteriore approfondimento su questa realtà.

Ciao ragazzi, in primis complimenti per l’iniziativa. Com’è nata l’idea di creare questo evento?

Ciao ragazzi e grazie a voi per il supporto!
SneakersHub nasce come come una sfida, in una calda serata di Luglio.

Siamo un gruppo di amici organizzatori di eventi di intrattenimento, ed appassionati del settore, che hanno semplicemente unito competenze e passioni, a Napoli, luogo ancora vergine, ma simbolo di cultura urbana nazionale.

Si tratta della seconda edizione, qual è stata la risposta l’anno scorso?

L’anno scorso l’evento fu organizzato in meno di un mese.
E non fingiamo quando vi confidiamo di non aver creduto ai nostri occhi quando alle 11.00 (orario di apertura) abbiamo visto gente al botteghino. È venuta tanta gente da tutt’Italia e Napoli ha risposto benissimo. Sneakershub è qualcosa che la gente voleva, e si è sentito.

Cosa vi aspettate da questa seconda edizione?

La seconda edizione è sotto tanti punti di vista molto più difficile della prima.
In primis perché è nata una aspettativa, un paragone.
In secundis perché conosciamo i nostri punti di forza, che abbiamo provato a rinforzare, e conosciamo i punti di debolezza, che abbiamo migliorato.

Ci aspettiamo due giorni esplosivi, con forte partecipazione e coinvolgimento da parte del pubblico. Abbiamo curato i dettagli in maniera importante, ci sono tantissime attività e tantissimi ospiti interessanti. Ed infine ci saranno i tornei sportivi, a rendere tutto più frizzante.

Ci sono tanti nuovi ospiti e vecchi conoscenze, come Jacopo De Carli. Come scegliete gli ospiti? C’è stato qualcuno che non siete riusciti a portare?

Jacopo è un amico.Fin dal primo momento ha risposto con entusiasmo e ci ha supportato durante tutte le attività che abbiamo svolto durante l’anno.
Cerchiamo ospiti così, perché speriamo che dal momento in cui accettano, possano diventare endorser del progetto.
Proviamo sempre a portare personaggi diversi, o meglio che approcciano al settore da differenti punti di vista. Dai collezionisti, a “colleghi” organizzatori di eventi, a consulenti o ad interni aziendali. È così che si porta la vera ricchezza.

Ah e si… c’è un ospite che non siamo riusciti a portare, ma scaramanticamente lo teniamo per noi con la speranza che possa venire prima o poi.

Qual è il vostro ospiti dei sogni?

Dipende da chi di noi dovrebbe darti la risposta, sicuramente un sogno sarebbe ospitare
Ronnie Fieg o Virgil.

Rispetto ad altre realtà, magari straniere, cosa manca ancora a Napoli ed in Italia?

Manca crederci. La cultura underground radicata a Napoli è viscerale e diffusissima.
Ovviamente l’attenzione da parte delle aziende è relativa, ma lavorando bene si può emergere nel modo giusto.
Aziende come Urban Jungle, Black Box e London, ad esempio, rappresentano per noi veri e propri punti di riferimento, grazie ai quali l’evento si arricchisce di idee e possibilità.

Facendo un passo indietro com’è nata la vostra passione per la cultura urbana, per lo streetwear e le sneakers?

Ognuno di noi ovviamente è nato abbracciando il sogno americano, Nike, scarpette da ginnastica di ogni dove.
Poi per motivi traversi c’è chi non l’ha mai abbandonata, chi l’ha ritrovata nel tempo, chi è devoto ad un movimento, chi invece è appassionato del background stilistico o estetico.

Parlando ancora di passione, brand e sneakers preferiti?
Anche qui ovviamente le risposte sono personali. Sicuramente le Air Jordan, in modo particolare la Jordan 1 Union. Molto bello e valido è anche il lavoro di New Balance, ma come non citare anche le storiche Air Max 1, con in prima battuta la Air Max 1 Atmos Elephant.

Secondo voi in che direzione si muoverà il mercato delle sneakers? È morta la “cultura dell’hype”?
Parliamo di morte dell’hype da troppo tempo per poterci ancora credere.
Attualmente il mercato è in una fase talmente alta che può quasi sembrare satura, ma è ancora sulla cresta dell’onda.
Ma a noi interessa prenderne il bello.
Il coinvolgimento delle community sempre crescente, sempre maggiori contenuti, sempre più contenitori.

Tutte le foto sono state prese dalla pagina Facebook dell'evento