Mr. Pencil: da San Gennaro al Chicano

Siamo a Napoli, affollata come sempre. Un andirivieni di persone passeggia per la città.

È così, che, nell’inarrestabile vociare e sussurrare di una normale giornata, ci addentriamo nel racconto di una storia, che di Napoli ha tutti i colori: Domenico Acampora, aka Mr. Pencil, ci inizia a parlare di un amore senza tempo.

Mr. Pencil è un tattoo e graffiti artist di Napoli. Il suo nome si riverbera tra le strade di Napoli – e non solo -, senza il bisogno di aggettivi. Domenico è un’istituzione. 

Gli facciamo visita e ci ospita nel suo studio, nel cuore del centro storico della città. Passeggiare per quelle strade, osservare le architetture dei palazzi che costeggiano quegli stessi vicoli celebri, è già conoscere Mr. Pencil, nelle sue ispirazioni e nella sua interiorità.

Mentre chiacchieriamo, sta tatuando un suo amico: ci spiega subito che tatuare gli amici più vicini lo mette in contatto con la sua concezione dell’arte più autentica e viscerale. Dice proprio che è in questo tatuaggio, infatti, che risiede la fusione tra graffito e tattoo: sottili linee e forti contrasti delineano uno stile “cartoon”, personale ed ineludibile.

Nel 1998 inizia la sua attività come graffiti artist.

“È stato, ed è tuttora, un amore indissolubile, infinito” – dice, riferendosi all’Aersol Art, mentre siede su un divano nero con alle spalle dei dipinti di Walter Molli – “sul muro sono me stesso, non ho filtri.”

Tra le nostre domande, pone degli incisi e ci mostra i ponti ed i punti di congiunzione tra il tatuare ed il dipingere.

“Con i clienti, invece, mi trovo a dover incarnare la mia arte, ma non è così semplice” – spiega – “la pelle di chi si tatua da me è una tela, ed è anche attraverso quella che si può osservare tutto ciò che ha influenzato il mio percorso.” 

Ha limato ed arricchito il suo disegno in seguito al “colpo di fulmine” col tatuaggio, avvenuto nel 2001, ed è qui che s’è reso riconoscibile. La sua impronta realistica, fatta di veri e propri dipinti su pelle, l’ha reso l’emblema assoluto dell’artista poliedrico: tra Chicano Tattoo e Black and Grey, Mr. Pencil è seguito e ricercato – anche come instancabile fonte d’illuminazione. Ci si perde tra le immagini dei suoi lavori e tatuaggi, nei quali si scorge una passione che travalica l’arte.

“Sono maggiormente conosciuto, ormai, come un artista di Chicano o Black and Grey e devo ciò anche all’opportunità che ho avuto di arricchirmi di sfumature, proprio qui a Napoli” – precisa Domenico – “la nostra cultura è talmente densa e ubiquitaria che facciamo fatica a cogliere anche quanto ci influenzi e caratterizzi.” 

La cultura nella quale è impregnata Napoli, tra classicismo e neoclassicismo, gotico e barocco – nel segno di una sublime decadenza che affascina il mondo intero, ha molto arricchito il bagaglio artistico di Mr. Pencil, difatti già legato all’hip hop e all’urban art.

“Gran parte di ciò che ha dato il via a questa particolare storia risiede nella musica hip hop” – precisa il padre della “Wild Ink Tattoo Crew” – “è grazie alla musica hip hop che mi sono avvicinato ai graffiti.”

Il percorso umano e artistico di Domenico Acampora è ricco di reminiscenze: dalla vicinanza allo zio – pittore e incisore di coralli e cammei – ai banchi di scuola – dapprima all’Istituto d’Arte di Torre del Greco poi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. 

Alle falde del Vesuvio, assorbe ogni esperienza artistica dalla propria città natale, Torre del Greco: è qui che i suoi lavori artistici diventano celebri grazie al famoso appuntamento folkloristico rappresentato dalla “Festa dei Quattro Altari”. Lavora, incessantemente, tra sogni e necessità: scultura, pittura e artigianato costellano una strada, ancora aperta, fatta di persistenti mutamenti e lezioni.

Nel 2013 ha aperto il suo studio “Wild Ink Tattoo” in via dei Tribunali a Napoli, alle spalle del Museo del Tesoro di San Gennaro – anche quest’ultimo simbolo importante per Mr. Pencil.

Ci lasciamo, tra discorsi su Napoli e sul valore dell’arte urbana, con negli occhi la stessa meraviglia di un bambino.

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