Divenuta negli anni una città sempre più cosmopolita e multiculturale, Parigi è molto più di quello che si vede sulle cartoline o nelle gite turistiche. 

Dalle Banlieu al Trocadero la strada non è stata sempre facile, ma negli ultimi anni, le nuove generazioni e i nuovi strumenti di comunicazione e di condivisione hanno permesso la diffusione della cultura urbana in tutta la città.

Una contaminazione tra culture diverse è quello che serve ad una città per evolversi e la capitale francese, insieme a città come Londra e Berlino, è un limpido esempio di come ciò avvenga.

In questo contesto un ruolo importante lo ricopre la scena skate parigina, che ha subito negli anni la forza trainante di questa evoluzione.

Dagli anni novanta questo processo non si è mai fermato, celebre è il cortometraggio ”Blind In Paris” girato da Spike Jonze tra il 90 e il 91, in cui troviamo dei giovanissimi Mark Gonzales, Jason Lee e Danny Way in giro per le strade parigine con la loro tavola.

Negli anni duemila poi, la città ha collaborato con Volcom, installando rampe e binari, prima in Place de la Bastille e poi in Place de la République, riscuotendo un enorme successo.

Ad oggi, ragazzi di ogni etnia e di ogni classe sociale, provenienti da tutti gli Arrondissement, si ritrovano per il centro di Parigi alla ricerca di nuovi spot su cui allenarsi e mettersi in mostra.

Joseph Bias, skater parigino, in un’intervista ha affermato che Parigi ha i miglior marciapiedi del mondo. Infatti per uno skater, vivere a Parigi è un pò come essere in un grande parco dei divertimenti.

Poco al di fuori della città è possibile trovare skatepark come il Cosanostra, ma il più delle volte potrete trovarvi in Place de la République o nei pressi del Louvre ed imbattervi in gruppi di ragazzi di ogni età pronti a dare spettacolo con la loro tavola.

Dalle strade a Louis Vuitton 

La diffusione di questa cultura è stata incrementata senza ombra di dubbio anche dai tanti negozi che si trovano in città.

Dagli storici Nozbone, Day Off, Odilon e Snowbeach che offrono un’ampia scelta di prodotti e di accessori e che negli anni hanno contribuito ad alimentare tutto l’immaginario che c’è dietro questa cultura, fino allo store di Supreme, aperto nel 2016 (il brand di New York ha solo quattro store in Europa: Londra, Parigi, Milano e Berlino).

Un altro evento che ha contribuito definitivamente alla diffusione “mainstream” dello skateboarding a Parigi, è stata la nomina di Virgil Abloh nel 2018 come direttore artistico di una delle maison di moda più importanti al mondo.

Virgil, chiamato da Louis Vuitton per svecchiare un po’ il brand e per renderlo appetibile anche alle fasce d’età più basse, oltre ad essere uno dei creativi più in voga al mondo, da sempre è un grande appassionato di questa cultura.

Non a caso, dopo aver lanciato le prime skate shoes di LV con lo skater professionista Lucien Clarke, Virgil ha collaborato con diversi skater parigini come Marcos Montoya, Zakariiee e Sidiki Tourè per spot promozionali, capsule collection e molti altri contenuti che si possono trovare sul suo profilo IG.

Tutto ciò, se da un lato ha permesso a Louis Vuitton di ampliare il suo mercato, dall’altro ha dato ancor più visibilità a una delle scene di skater più interessante al mondo.

Quando farete la vostra tappa obbligata al Trocadero per ammirare la Tour Eiffel, oltre ad imbattervi in artisti di strada e ballerini di break dance, tra il suono di una canzone dei PNL e il richiamo di chi vuole vendervi un souvenir del posto, potrete facilmente osservare gruppi di skaters parigini che si divertono e fanno divertire i turisti curiosi, con ogni tipo di trick.

Parigi 2024 

Una delle discipline che ha ha fatto il suo debutto quest’anno per Tokyo 2020, è proprio lo skateboarding. Ci sono state tante discussioni e prese di posizione a riguardo:

visto da molti più come un fenomeno sociale che come un vero e proprio sport, la scelta di includere lo skateboard come disciplina olimpica non è stata condivisa da tutti. Ma quando a inizio articolo abbiamo parlato di evoluzione è anche a questo che ci riferivamo.

Dalle Banlieu al Trocadero, da Venice Beach alle Olimpiadi… dagli anni sessanta ad oggi.

Si è passati da una piccola nicchia a un fenomeno quasi di massa e una vetrina unica come quelle delle olimpiadi non potrà che aiutare ancora di più la diffusione di questo sport unico.

La capitale francese ospiterà i prossimi giochi olimpici tra meno di tre anni e il Comitato Olimpico Internazionale ha già confermato la presenza dello skateboard per Parigi 2024.

Giocare in casa darà una spinta in più agli skater parigini che avranno un palcoscenico irripetibile per mettersi in mostra davanti al mondo intero.

Ma forse per loro, sarà solo come quando andavano a Place de la République a provare i primi trick sotto gli occhi curiosi di qualche passante.